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Il Sole sorgerà domani? Scienza, certezze e meraviglia in uno spettacolo teatrale

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Cosa c'è di davvero certo nell'universo? E se le nostre certezze più solide fossero, in realtà, soltanto probabilità? È questa la domanda provocatoria con cui Angelo Rizzo,  divulgatore scientifico, ha aperto il suo monologo "Il Sole sorgerà domani?", andato in scena il 27 novembre 2025 al Teatro Augusteo di Salerno, nell'ambito dello spettacolo In mezzo a tutto il sole dimora, evento del 79° Festival Internazionale del Cinema di Salerno.

 

Il proverbio che non regge: nemmeno la morte è certa

Il monologo parte da un classico: "Di sicuro c'è solo la morte." Ma Rizzo lo smonta subito con ironia e cultura biblica. La Bibbia ricorda che Enoc ed Elia ascesero al cielo da vivi: sono mai davvero morti? E poi c'è Lazzaro, definito con aplomb "il più grande raccomandato di tutti i tempi" — con amici non solo in paradiso, ma pure in terra.

La storia di Lazzaro diventa una metafora: la morte sconfitta non da una legge della natura, ma da una relazione privilegiata. Il messaggio è chiaro: le certezze che diamo per scontate non sono poi così scontate.


Il Sole sorgerà domani? L'analisi scientifica scenario per scenario

Con una transizione che strappa sorrisi, il monologo si sposta sul piano della fisica. Il metodo induttivo ci dice che se il sole è sorto il 28 novembre dell'anno scorso alle 7:02, sorgerà probabilmente domani alle 7:05. Ma probabilmente non vuol dire certamente.

Rizzo guida il pubblico in un'analisi sistematica di tutti gli scenari in cui il sole potrebbe non sorgere:

  • Corpi celesti in avvicinamento: scartato. Nessun oggetto noto è in rotta di collisione con il sistema solare.
  • Disgregazione del Sole: richiederebbe un'energia di 1048 joule — un numero con 48 zeri. Sostanzialmente impossibile in tempi brevi.
  • Disgregazione della Terra: energia necessaria: 1035 joule. Enormemente inferiore rispetto al Sole, ma ancora lontanissima da qualsiasi capacità umana.

Il lampo gamma: la minaccia silenziosa che arriva alla velocità della luce

È qui che il monologo raggiunge la sua vetta di intensità scientifica. Rizzo introduce il lampo gamma (GRB — Gamma Ray Burst): un fenomeno transiente, proveniente dallo spazio profondo, di energia spaventosa e che viaggia alla velocità della luce.

La sua caratteristica più inquietante? Non possiamo avvistarlo in anticipo. Quando arriva, siamo già colpiti.

Come si forma un lampo gamma

Un GRB può originarsi da tre eventi cosmici distinti: la collisione di due stelle di neutroni, la collisione tra una stella di neutroni e un buco nero, oppure il collasso di una stella super massiccia. L'energia sprigionata è tale da poter ionizzare l'atmosfera terrestre, distruggere lo strato di ozono e rendere la superficie esposta alle radiazioni cosmiche — con conseguenze devastanti per ogni forma di vita.

L'Italia leader nel rilevamento dei GRB

Rizzo ricorda con orgoglio che l'Italia è tra i leader mondiali nel rilevamento e nella localizzazione dei lampi gamma. Un satellite italiano nel 1997 fu tra i primi a registrare un GRB. I ricercatori italiani si sono distinti in particolare nell'individuazione della zona di origine del fenomeno, analizzando le emissioni residue per puntare la fonte.

E non si tratta di sola teoria: negli anelli di alcuni alberi antichi si registra un aumento anomalo di carbonio-14 in un periodo remoto, compatibile con l'ipotesi di un lampo gamma di bassa intensità che avrebbe investito la Terra millenni fa.