Lo "Sperimentalismo pragmatico" é un movimento filosofico che ritiene che la conoscenza possa avvenire solo a seguito di esperimenti di interazione con la realtà che ci circonda, mediati a posteriori dalla ragione attraverso l'induzione e la deduzione.
Concorda con Tommaso D'Aquino nel sostenere "Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu" [De Veritade] e con Aristotele "...non è tuttavia possibile cogliere le proposizioni universali, se non attraverso l'induzione, poiché anche le nozioni ottenute per astrazione saranno rese note mediante l'induzione...." [Analitici Secondi].
A differenza dell'Empirismo é un movimento volto all'implementazione nella realtà, per cui ritiene che la vita dell'uomo debba essere sperimentale ed incentrata sulla sperimentazione di 4 ambiti principali:
- Sperimentare se stessi nell'esercizio della virtù;
- Sperimentarsi nella ricerca spirituale;
- Sperimentare i propri sensi;
- Sperimentarsi nella creazione di un ambiente confortevole ed in armonia.
Il movimento divide le sperimentazioni reversibili da quelle irreversibili, sulla base della possibilità di ripristino delle condizioni iniziali. E pone in tal senso dei confini alle sperimentazioni irreversibili, ritenendo necessaria precedentemente una analisi del rischio, effettuata sulla base di stime probabilistiche derivanti da osservazioni di esperimenti assimilabili.
Il movimento ritiene che la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto sia "quarantadue" [Loonquawl]. Però il problema non è la deduzione a cui si giunge, ma la sperimentazione della domanda.
Angelo Rizzo
18/01/2019
