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Angelo Rizzo

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Quanto costa salvare la Terra come in Armageddon?

Quanto costa salvare la Terra come in Armageddon?

Per salvare la Terra come in Armageddon servirebbe tutta l'energia che consuma l'umanità. Per quasi quattrocentomila anni. Più a lungo di quanto esista la nostra specie. Il film ci ha convinti che bastassero una trivella, una bomba e un po' di coraggio. 

Ma il conto, il film non l'ha mai fatto. Lo facciamo noi, voce per voce e con prezzi veri: le navette, la bomba, l'energia. E alla fine, la bolletta della luce. Questo è il primo episodio di Quanto costa?, il nuovo format di Ti Consiglia: prendiamo un'impresa impossibile e le facciamo un preventivo serio. Sono un ingegnere, e i preventivi li faccio per mestiere. (Preferisci guardarlo? Trovi il video completo in fondo all'articolo.)

Il piano del film

Un asteroide grande come il Texas punta dritto sulla Terra. Mancano diciotto giorni. Il piano della NASA: due Shuttle portano lassù una squadra di trivellatori, che scavano un pozzo profondo ottocento piedi (circa duecentoquaranta metri), ci calano una bomba nucleare e spaccano l'asteroide in due metà, che passano ai lati della Terra.

Prima voce dello scontrino: le navette

Lo Shuttle è esistito davvero, e sappiamo quanto costava. Nel 2011 la rivista Nature ne ha pubblicato il conto finale: in media circa un miliardo e mezzo di dollari a lancio, sviluppo compreso.

Da ingegnere, qui non posso non sorridere. La NASA pensava di farlo volare una volta a settimana, a qualche decina di milioni di dollari di oggi per volo. Alla fine i voli sono stati centotrentacinque in trent'anni, e ognuno è costato circa trenta volte il preventivo.

Due Shuttle, a prezzi di oggi, fanno circa quattro miliardi di euro. Diviso per gli italiani: sessantasette euro a testa, più o meno il prezzo di un videogioco nuovo. Per la trivella e per la bomba, invece, un listino non esiste. Per fortuna.

E il film? È costato centoquaranta milioni di dollari, e nel 1998 è stato quello che ha incassato di più al mondo. Tieni a mente quei centoquaranta milioni: torneranno alla fine.

Abbiamo preso male le misure

Il film dice: grande come il Texas. Prendiamolo in parola. Il Texas misura quasi settecentomila chilometri quadrati, più di due volte l'Italia. Trasformato in un cerchio con la stessa area, ha un diametro di novecentoquaranta chilometri.

Ed ecco la sorpresa: nel Sistema Solare esiste un oggetto con quasi esattamente quel diametro. È Cerere, novecentotrentanove chilometri, il corpo più grande della fascia degli asteroidi, un pianeta nano.

E l'ha scoperta un italiano. Giuseppe Piazzi, dall'osservatorio di Palermo, la notte del primo gennaio 1801: la prima notte dell'Ottocento. La chiamò Cerere Ferdinandea, in onore del re di Napoli. Per un po', il primo asteroide della storia ha portato il nome di un re borbone.

Stesso diametro vuol dire, più o meno, stessa massa: quasi un miliardo di miliardi di tonnellate, due terzi di tutta l'acqua degli oceani terrestri. L'asteroide che ha estinto i dinosauri era largo una decina di chilometri; questo pesa centinaia di migliaia di volte di più.

E c'è una cosa che il film sbaglia di sicuro. Diciotto giorni prima dell'impatto, un oggetto così sarebbe a quindici milioni di chilometri, quaranta volte la distanza della Luna, e brillerebbe come una delle stelle più luminose del cielo. Tre mesi prima, lontano dalle luci della città, si vedrebbe già a occhio nudo. Altro che sorpresa.

La bomba: un graffio sulla buccia

Il pozzo è profondo duecentoquaranta metri. Sembra tanto, ma il raggio dell'asteroide è di quattrocentosettanta chilometri: quasi duemila volte di più. Se l'asteroide fosse un'anguria, quel pozzo sarebbe un buco profondo meno di un decimo di millimetro.

Ma facciamo finta che la bomba basti a spaccarlo. Uno studio dell'Università di Leicester ha ricostruito i tempi del film: la bomba esplode quando l'asteroide è a circa centomila chilometri da noi, meno di tre ore prima dell'impatto. In quel tempo ciascuna metà deve spostarsi di lato di quasi settemila chilometri, cioè partire a seicentocinquanta metri al secondo. Quasi il doppio della velocità del suono. Con mezzo pianeta nano.

Quanta energia serve? Usiamo come unità di misura la Bomba Zar, la più potente mai fatta esplodere: cinquanta megatoni, nel 1961. Ne servirebbe più di un miliardo. Se tutte le dodicimila testate nucleari del pianeta fossero Bombe Zar, non basterebbero: ne servirebbero novantamila volte tante.

Un dettaglio che i film ignorano sempre: nello spazio non c'è aria, quindi una bomba atomica non fa nemmeno il boom. Niente onda d'urto, l'energia esce quasi tutta come radiazione. E anche con tutto il tempo del mondo, solo per separare le due metà vincendo la gravità che le tiene unite servirebbero centotrenta milioni di Bombe Zar. È una stima per difetto: gli studenti di Leicester arrivano a un valore tre volte e mezzo più alto.

Il conto della luce

Facciamo una cosa che nei film non fa mai nessuno: chiediamo la bolletta. Lasciamo perdere le bombe e compriamo quell'energia sul mercato elettrico, al prezzo all'ingrosso italiano del 2025: circa dodici centesimi al chilowattora.

VoceCosto
Due Shuttle (prezzi di oggi) circa 4 miliardi di euro
Navette, a testa per ogni italiano 67 euro
Energia per deviare l'asteroide oltre 7 miliardi di miliardi di euro
Energia, a testa per ogni italiano 127 miliardi di euro

Oltre sette miliardi di miliardi di euro. Se contassi un euro al secondo, senza mai fermarti, ci metteresti più di duecento miliardi di anni: diciassette volte l'età dell'universo. Per pagarlo servirebbe tutto il PIL del pianeta per più di settantamila anni; avremmo dovuto cominciare a risparmiare quando in Europa vivevano ancora i Neanderthal.

Diviso per gli italiani fa centoventisette miliardi di euro a testa, neonati compresi. Prima erano sessantasette euro.

Ma il problema vero non sono i soldi: quell'energia, sulla Terra, non c'è. Con tutta l'elettricità che consuma l'Italia, per metterla da parte avremmo dovuto cominciare più di duecento milioni di anni fa, nel Triassico, quando c'erano già i primi dinosauri. Con tutta l'energia che usa l'umanità, servirebbero quasi quattrocentomila anni.

Nei dintorni c'è una sola cosa che produce tanta energia: il Sole, che la emette tutta in sei decimi di secondo. E nessun conto in banca può comprare mezzo secondo di Sole.

Come ci si salva davvero

Il film ci ha insegnato che contro un asteroide serve potenza. La fisica dice un'altra cosa: serve tempo.

Un asteroide gira attorno al Sole. Una piccola spinta cambia la sua orbita di pochissimo, ma quel pochissimo si accumula giro dopo giro. Una spinta di un centimetro al secondo (a quella velocità per fare un metro ci vogliono quasi due minuti), data dieci anni prima, sposta l'asteroide di quasi diecimila chilometri: una volta e mezza il raggio della Terra. E ci passa accanto.

Non è teoria: l'abbiamo già fatto. Il 26 settembre 2022 la sonda DART della NASA, grande come un distributore automatico, si è schiantata apposta contro Dimorphos, un asteroide largo un campo da calcio e mezzo. L'urto ha accorciato di trentatré minuti il suo giro attorno all'asteroide compagno. E a marzo, su Science Advances, si è scoperto che è cambiato anche il giro della coppia attorno al Sole, di quindici centesimi di secondo. Sembra niente, ma è la prima volta che l'umanità sposta in modo misurabile un corpo celeste attorno al Sole.

A fotografare l'impatto c'era un satellite italiano dell'Agenzia Spaziale Italiana, LICIACube: quindici chili, grande come una scatola da scarpe, costruito a Torino. E proprio in queste settimane la sonda europea Hera sta arrivando lì per misurare il cratere.

Quanto è costata DART? Circa trecentoventicinque milioni di dollari. Ricordi i centoquaranta milioni del film? Corretti per l'inflazione, DART è costata solo il trenta per cento in più.

Contro un asteroide grande come il Texas, certo, non ci sarebbe niente da fare: servirebbero quasi mille miliardi di DART. Ma un oggetto così, in rotta verso di noi, non esiste. Il più grande asteroide vicino alla Terra, Ganimede, misura meno di quaranta chilometri e non incrocia nemmeno la nostra orbita. Quelli pericolosi davvero sono piccoli, e li cerchiamo ogni notte. In Europa i conti del rischio li fa un centro dell'Agenzia Spaziale Europea che sta in Italia, a Frascati.

Il verdetto

Con tutti i soldi del mondo, ci saremmo salvati come nel film? No: contro un asteroide come quello nessuna cifra basta. Ma per quelli veri non servono tutti i soldi del mondo. Servono un telescopio acceso e qualche anno di anticipo.

Contro un asteroide non vince chi ha la bomba più grande. Vince chi lo vede per primo.

Guarda il video completo

Tutti i calcoli, le immagini e le animazioni sono nel primo episodio di Quanto costa? sul canale YouTube di Ti Consiglia:

Se ti piace scoprire quanto costano davvero le imprese impossibili, guarda il video su YouTube e iscriviti al canale. Nel prossimo episodio: quanto costerebbe riportare in vita un T. rex. E c'è un numero, cinquecentoventuno, che rovina tutto.

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