L'effetto PAULI

Wolfgang Pauli padre della meccanica quantistica e vincitore del Nobel nel 1945 per il principio di esclusione, era vittima di un fenomeno paranormale.

Detto in napoletano: portava seccia. Detto in italiano: portava sfortuna. Nell'ambito accademico era molto noto, si chiamava scherzosamente "effetto Pauli" e ci sono delle tracce storiche che lo confermano. Cito integralmente la testimonianza del suo amico e collega :"Era una sorta di incantesimo che doveva esercitare su persone o oggetti nelle vicinanze, soprattutto nei laboratori di fisica, provocando incidenti di ogni tipo. Quando arrivava in un laboratorio, le macchine smettevano di funzionare, si crepavano le provette in vetro, si creava una perdita nel sistema per il vuoto, ma nessuno di questi incidenti danneggiava o disturbava direttamente Pauli.". Il fisico Otto Stern, che ben sapeva, chiese a Pauli di non avvicinarsi al suo ciclotrone a Princeton. Ma appena Pauli si avvicinò nel 1950 prese inspiegabilmente fuoco. Questo succedeva anche ad una certa distanza. Il fisico James Franck ci racconta che un giorno Pauli andò a trovare in treno Bohr e il treno fece una fermata alla stazione di Gottinga; in quel preciso momento all'Università di Gottinga esplose il laboratorio dell'Istituto di Fisica di Franck. Premetto che non sono superstizioso, però bisogna concordare che ci sono delle strane coincidenze. Potrebbe trattarsi di un fenomeno macro-psicocinetico. Secondo il cosmologo russo George Gamow questo fenomeno è più forte con le persone più talentuose. Altra testimonianza è del fisico quantistico Markus Fierz, amico e collega di Pauli che ci ha lasciato una sua testimonianza: "Si credeva che la sua semplice presenza dentro un laboratorio generasse un sacco di problemi nella conduzione di un esperimento: rivelava, diciamo così, la malignità delle cose. Anche Pauli credeva assolutamente ai suoi effetti. M’ha raccontato come percepisse le sventure in anticipo nella forma di una spiacevole tensione. Si può insomma considerare l’Effetto Pauli come un fenomeno sincronico". Tra l'altro Pauli scrisse appositamente un articolo scientifico "Background-Physics" in cui mette in relazione la fisica e la psicologia profonda. Ora dovrei fare una conclusione, ma non so come chiudere. Diciamo che ci sono delle coincidenze. E' probabile che le persone le notino proprio perché le aspettino e che al contrario se non succeda nulla, tutto passi inosservato.